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da Ha'aretz: Nessuna sorpresa per i crimini di Gaza (Internazionale 27 marzo - 2 aprile 2009)

Il 02/04/2009 alle ore a:

  

INTERNAZIONALE 27 marzo-2 aprile 2009 p. 84

 

AFRICA E MEDIO ORIENTE

Nessuna sorpresa per i crimini di Gaza

Nell'ultimo conflitto sono stati deliberatamente uccisi dei civili. Ma non è una novità. Abusi come questi vanno avanti da anni, con il consenso dei vertici militari

GIDEON LEVY, HA'ARETZ, ISRAELE

CHE SHOCK, CHE SORPRESA. ha pubblicato le dichiara­zioni di alcuni ufficiali e soldati israeliani, che descrivono l'uccisione di civili palestinesi durante l'ultimo con­flitto. Il portavoce delle forze armate israeliane ha fatto sapere subito che l'esercito era all'oscuro degli eventi in questione. Il ministro della difesa si è affrettato a dire che "quello israeliano è l'esercito moralmente più corretto del mondo" e il procuratore generale del tri­bunale militare ha detto che ci sarà un'indagine interna.

Tutte bugie spudorate. I vertici mili­tari sapevano qual era il comportamento dei soldati a Gaza. L'esercito israeliano non è il più corretto del mondo da molto tempo. E non ci sarà nessuna indagine interna. Le testimonianze degli allievi dell'accademia militare di Oranim sono state un fulmine a ciel sereno: nei rapporti si legge di soldati che uccidono una donna e due suoi figli, che sparano a un'anziana. Si capisce quello che prova­vano i soldati mentre uccidevano a san­gue freddo e ci si rende conto del fatto che questa guerra, in cui non ci sono sta­ti combattimenti, non è stata una vera guerra.

Ma c'è poco da sorprendersi, perché era tutto noto da tempo. Almeno per chi voleva sapere. Bastava leggere le corri­spondenze di Amira Hass da Gaza. È cominciato tutto molto prima dell'ulti­ma offensiva. Le violazioni dei soldati sono il risultato inevitabile degli ordini ricevuti durante questa brutale opera­zione e il proseguimento degli ultimi nove anni di Intifada. In questo periodo l'esercito ha ucciso quasi cinquemila pa­lestinesi. Almeno la metà erano civili, tra cui molti bambini e adolescenti.

Tutto quello che è stato descritto in questi giorni succede da anni. I soldati israeliani sono stati addestrati a pensare che l'unica funzione di un carro armato sia schiacciare le auto dei civili, e che il compito di un pilota sia bombardare i quartieri abitati. Per fare in modo che non avessero scrupoli, gli è stata incul­cata l'idea che la vita e le proprietà dei palestinesi non hanno nessun valore. Le ultime rivelazioni rientrano nel proces­so di disumanizzazione che dura da de­cenni. Un soldato ha dichiarato: "E que­sto il bello di Gaza: vedi qualcuno per strada e puoi tranquillamente sparargli". Questa cosa "bella" va avanti da qua-rant'anni. Un altro ha parlato di sete di sangue. Una sete che ci accompagna or­mai da molto tempo. Chiedetelo ai fami­liari di Yasser Tamaizi, un operaio di 35 anni di Idna, che è stato ucciso dai solda­ti dopo essere stato legato.

Il frutto dell'odio

La maggior parte dei soldati che hanno partecipato all'offensiva su Gaza sono giovani con sani princìpi morali. Alcuni si offriranno volontari per altre missio­ni. Altri aiuteranno un'anziana signora ad attraversare la strada o andranno in soccorso delle vittime di un terremoto. Ma quando saranno a Gaza, di fronte ai "disumani" palestinesi, saranno sempre sospettosi. E metteranno da parte i loro valori. Così potranno uccidere e distrug­gere senza motivo, senza riflettere e sen­za dover fare i conti con la loro coscien­za. Non sentiranno nemmeno il bisogno di raccontare agli amici o alle fidanzate quello che hanno fatto.

Il nostro è ormai un esercito senza valori. A tutti i livelli: sul campo, nelle caserme e nei posti di comando. Il capo di stato maggiore Gabi Ashkenazi non può ignorare questa vicenda. Le sue ma­ni sono insanguinate. Quelli descritti dai soldati sono crimini di guerra, per i quali andrebbero processati. Ma non sa­rà così, e le inchieste del tribunale mili­tare non porteranno a niente. Il motivo è semplice: non si è trattato di atti isolati e casuali ma di gesti deliberati. È stato messo in atto un ordine proveniente dal­l'alto. Non si tratta di "poche mele mar­ce", ma di uno spirito che parte dai verti­ci. Uno spirito che è malato e corrotto da molto tempo.

Non ci saranno cambiamenti fino a quando la mentalità degli israeliani sarà questa. Finché non riconosceremo i palestinesi come esseri umani. Ma in quel caso finirebbe l'occupazione. Quindi prepariamoci per la prossima guerra e le
terribili testimonianze sull'esercito pi
ù brutale al mondo. ■ nm 

 

         DIR MISHAALL, Cisgiordania. I funerali di Fayez Ata, ucciso l'11 marzo.

 

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