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The Guardian, GB: "Vogliamo la veritā su Gaza" ("Internazionale" 27 marzo - 2 aprile 2009)

Il 04/04/2009 alle ore a:

da "INTERNAZIONALE" 27 marzo - 2 aprile 2009

 

THE GUARDIAN, GRAN BRETAGNA

Vogliamo la verità su Gaza

Aumentano le prove che gli israeliani hanno commesso crimini di guerra. È urgente un'indagine internazionale

LE PROVE CHE ISRAELE ABBIA COMMESSO dei crimini di guerra nei 23 giorni dell'operazione Piombo fuso a Gaza aumen­tano ogni settimana. Amnesty international e Human rights watch, dopo aver condotto le loro indagini, hanno chiesto all'Onu di aprire un'inchiesta. Il quotidiano Ha'aretz ha pub­blicato le testimonianze di alcuni soldati israe­liani che hanno raccontato uccisioni di civili compiute senza motivo. L'organizzazione Physicians for human rights ha accusato i mi­litari israeliani di aver sparato alle équipe me­diche palestinesi. Il Guardian ha pubblicato sul suo sito tre filmati in cui i droni israeliani sparano contro bersagli civili.

Naturalmente questo non significa che Hamas e gli altri gruppi palestinesi non abbiano colpe. Anche sparare dei razzi contro i civili del sud di Israele è un crimine di guerra. Ma tra le due colpe non c'è proporzione. Israele dispone di armi molto sofisticate. I suoi droni hanno avanzati dispositivi di puntamento. E i militari israeliani filmano tutto, prima e dopo ogni attacco. L'esercito potrebbe smentire queste rivelazioni, ma non lo fa. Quindi c'è bi­sogno di un'indagine internazionale, almeno per costringerlo a rendere conto delle sue azioni.

Israele di solito non collabora con le inda­gini internazionali sulle sue forze armate, ma per due volte ha reagito alle accuse di questi giorni. Prima ha ammesso che uno dei suoi carri armati aveva sparato contro l'apparta­mento di un medico palestinese, uccidendo le sue tre figlie. Ma ha concluso che è stata

un'azione "ragionevole". Poi le rivelazioni di Ha'aretz hanno provocato l'apertura di un'in­dagine penale da parte del procuratore milita­re e due dichiarazioni inconsuete - una del ministro della difesa Ehud Barak, l'altra del capo di stato maggiore Gabi Ashkenazi - che hanno elogiato la correttezza morale delle for­ze armate.

I motivi per cui occorre un'indagine internazionale sull'attacco israeliano a Gaza sono cinque. 1) Il conflitto non è finito, e potrebbe riprendere in ogni momento, in particolare con un premier come Benjamin Netanyahu. 2) Tutte le prove sembrano indicare che non si tratta di incidenti isolati, ma di un allenta­ mento delle regole d'ingaggio. Le testimonianze dei soldati su Ha'aretz sono chiare: "È questo il bello di Gaza", ha raccontato un sol­ dato, "vedi qualcuno per strada e puoi tranquillamente sparargli. Non serve che sia armato e non devi identificare il gruppo a cui appartiene". Insomma la guerra di Gaza è stata combattuta con un presupposto di fondo: le vite dei civili palestinesi contano meno di quelle dei soldati israeliani. 3) Israele non è immune alle pressioni dell'opinione pubblica internazionale: una coalizione di destra guidata da Netanyahu potrebbe essere sensibile alle critiche di Obama. 4) Quello che Israele fa e quello che gli si consente impunemente di fare avranno delle conseguenze sul tentativo di imporre il rispetto del diritto internazionale in altri conflitti. 5) Non fare nulla può por­ tare a un'altra guerra e forse un giorno a una terza intifada. ■  ma

 

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