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Il 04/03/2010 alle ore 20.45 a:
Padova - Palazzo Moroni - Sala Paladino
(centro cittā)
Serata in memoria di MAHMOUD DARWISH
Facendo eco alle celebrazioni svoltesi in varie parti del mondo, il 4 marzo prossimo, ricorderemo il grande Mahmoud Darwish, insieme a Siham Barghuti, ministro della cultura palestinese, instancabile promotrice di vari progetti di carattere sociale e culturale, con un impegno pagato anche con il carcere nelle prigioni israeliane.
Sapevamo tutti che Mahmoud Darwish da tempo era malato di cuore e si era già sottoposto a due operazioni al cuore. Nell'agosto 2008 quando si è recato ad Huston nel Texas, si sapeva che era un'operazione delicata. Ma quando è giunta la tragica notizia, sono tutti rimasti attoniti e increduli. Proprio lì, lontano dalla sua terra, in un letto d'ospedale, ha incontrato quella morte a cui aveva imparato a guardare in viso con sguardo fermo, lui un innamorato della vita. Lui sapeva però che la sua arte gli aveva donato una presenza imperitura tra quanti amano, in Palestina e nel mondo, la poesia:
O morte, siediti e aspetta.
Prendi un bicchiere di vino e non trattare.
Una come te non tratta con nessuno,
uno come me non si oppone alla serva dell'invisibile.
Prendi fiato... forse sei spossata da questo giorno
di guerra astrale. Chi sono io perche tu mi faccia visita?
Hai tempo di esplorare il mio poema? No. Non è affar tuo
Tu sei responsabile della parte d'argilla
dell'uomo, non delle sue opere o delle sue parole.
O morte, ti hanno sconfitta tutte le arti.
Ti hanno sconfitta i canti della Mesopotamia,
l'obelisco dell'Egizio, le tombe dei Faraoni,
le incisioni sulla pietra di un tempio ti hanno sconfitta,
hanno vinto, ed e sfuggita ai tuoi tranelli
l''eternità…
e allora fa' di noi, fa' di te cio che vuoi
(Murale).
Il feretro del poeta, accompagnato dalla Ministra della Cultura, era giunto a Ramallah proveniente da Amman, dove era presente anche l'amico Marcel Khalife, il cantautore libanese che negli anni passati ha messo in musica alcune delle poesie più note di Darwish. Era stato portato alla Moqata'a, dove il presidente Mahmoud Abbas ha reso omaggio al poeta davanti a circa 20mila persone. Molte le rappresentanze internazionali, tra cui diversi membri della Knesset. Lì, a Ramallah, dove viveva dal 1995, Darwish è stato sepolto in un sacrario vicino al Palazzo della Cultura. Lontano dal suo villaggio d’origine che oggi è in Israele «perché Mahmoud non appartiene solo alla famiglia ma a tutti palestinesi» - ha detto il fratello Ahmad.
Sulla tomba è stata posta questa epigrafe:
"In questa terra, la signora delle terre, qualcosa che merita la vita."
Le opere di Darwish in italiano:
§ Il letto della straniera, a cura di: Chirine Haidar, Epoché, 2009
§ Oltre l'ultimo cielo. La Palestina come metafora, trad. G. Amaducci, E. Bartuli, M. Nadotti, Epoché, 2007
§ La mia ferita è lampada a olio, a cura F. M. Corrao, De Angelis, 2006
§ Murale. traduz. di Fawzi al Delmi, Epoché, 2005
§ Perche hai lasciato il cavallo alla sua solitudine?; a cura di Lucy Ladikoff Guasto, San Marco dei Giustiniani, 2001
§ Meno rose, trad. G. Scarcia e F. Rambaldi, Cafoscarina, 1997
§ Una memoria per l'oblio, a cura di I. Camera D'Afflitto, Jouvence, 1996
Profili e antologie della letteratura palestinese:
§ Dahmash W., Di Francesco T., Blasone P., La terra più amata. Voci della letteratura palestinese, Manifestolibri 2008
§ F.M. Corrao, In un mondo senza cielo: antologia della poesia palestinese, ed. Giunti, 2007
§ Camera d'Afflitto, Cento anni di cultura palestinese, Carocci, 2007
§ F. al-Jamanreh, A Tailakh, Poesie della resistenza palestinese, ed. Al Hikma, 2003
§ Versi di fuoco e di sangue dei poeti arabi della resistenza, a cura di Issa Naouri, 19703
Scheda biografica di Siham Barghuti.
Nata nel
Molto impegnata per il riconoscimento della parità nei diritti tra uomini e donne, fonda la prima organizzazione politica della donne palestinesi,
Ad un lungo periodo di arresti domiciliari seguono per lei due anni e mezzo di detenzione nella prigione israeliana di El-Ramla, oltre all'interdizione a lasciare i territori palestinese fino al 1987, che le impedirà di assistere la madre morente in un ospedale di Amman. Nel 1987 segue il marito in esilio in Giordania, dove rimane per tre anni.
Aderisce al progetto di uno stato palestinese nei confini del 1967, quale soluzione politicamente realistica al conflitto Israelo-Palestinese. Entra a far parte del Comitato Centrale del Fronte Democratico per la liberazione della Palestina ed ora è dirigente dell'Unione Democratica Palestinese. Partecipa alle conferenze per la pace tra donne palestinesi e israeliane ed è parte attiva nella costituzione di gruppi di donne palestinesi per la pace. Nel 2005 collabora alla stesura della risoluzione 1325 delle Nazioni Unite, che invita gli Stati Membri a garantire l'aumento della rappresentanza femminile a tutti i livelli decisionali.
Note:
locandina allegata
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