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Archivio notizie

8 luglio - INCONTRO CON I COMBATTENTI PER LA PACE
giovedì 8 luglio 2010

Associazione per la Pace, Donne in Nero, ARCI, Comunità Palestinese del Veneto, ACS, Agronomi e Forestali senza Frontiere, Associazione Perilmondo Onlus •• • invitano ad un incontro con I COMBATTENTI PER LA PACE - ex soldati israeliani ed ex prigionieri palestinesi insieme per la fine dell'occupazione militare israeliana giovedì 8 luglio ore 19 - “Giardini Sospesi”, Bastione Santa Croce, via Marghera 44 • • • Intervengono: Ashraf Khader, palestinese, e Liri Mizrahi, israeliana, Combattants for Peace ◘ ◘ (locandina a fondo pagina)

Abbordata anche la «Rachel Corrie». La nave e gli attivisti a bordo portati ad Ashdod.
sabato 5 giugno 2010

Roma 05 giugno 2010, Nena News -Ancora una volta la Marina militare israeliana ha sequestrato in acque internazionali una nave civile diretta a Gaza con aiuti umanitari. Stamani anche la nave pacifista «Rachel Corrie» è stata fermata dalle unità da guerra israeliane e costretta a dirigersi verso il porto di Ashdod assieme ad equipaggio e passeggeri. L’azione israeliana questa volta non si è conclusa in un bagno di sangue come invece era avvenuto lunedì scorso quando le unità scelte dello Stato ebraico uccisero nove attivisti su un traghetto turco, il «Mavi Marmara», che faceva parte della «Freedom Flotilla». In linea con il rifiuto di un compromesso con le autorità dello Stato ebraico, che hanno «offerto» di far scaricare gli aiuti umanitari al porto di Ashdod e non di Gaza city, comandante e passeggeri della «Rachel Corrie» hanno ignorato l’ordine giunto prima dell’arrembaggio dalla Marina militare israeliana di invertire la rotta o di dirigersi ad Ashdod. Israele ora promette che libererà ed espellerà subitogli 11 attivisti e i nove membri dell’equipaggi a bordo della «Rachel Corrie» e sminuisce l’accaduto che rappresenta invece l’ennesima violazione della legalità internazionale. Gli Stati Uniti nel frattempo continuano ad avere una posizione ambigua verso il blocco navale di Gaza. Washington se da un lato considera «insostenibile» l’attuale situazione di embargo totale, dall’altro invita gli attivisti ad andare Ashdod, come vuole Israele. «Le attuali condizioni sono insostenibili e vanno cambiate», ha dichiarato Mike Hammer, portavoce del Consiglio per la Sicurezza Nazionale, ma, ha aggiunto, «nell’interesse di tutte le persone coinvolte, e del sicuro trasferimento degli aiuti alla popolazione di Gaza, incoraggiamo fortemente le persone a bordo della Rachel Corrie e di altri navi a dirigersi verso Ashdod per consegnare il materiale a Gaza». I pacifisti non cambiano posizione. «Noi – ha spiegato uno degli attivisti a bordo della «Rachel Corrie», John Graham – non abbiamo intenzione di accettare alcun compromesso che legittimi l’assedio navale israeliano contro la Striscia di Gaza». Tra gli 11 passeggeri della nave pacifista spicca il nome di Mairead Maguire, premio Nobel per la pace nel l976; Denis Halliday, ex vice Segretario Generale dell’Onu; Matthias Chang Wen Chieh, Malese, già segretario politico del primo ministro malese Mahathir Mohamad; e il deputato malese Mohd Nizar bin Zakaria. Assieme a loro ci sono anche tre cineoperatori della Malaysia TV3 e il giornalista Shamsul Akmar bin Musa Kamal.(red) Nena News htpp: ECO Ebrei contro l'occupazione ♦ http://rete-eco.it/it/approfondimenti/gaza/13928-abbordata-anche-la-lrachel-corrier.html

Luisa Morgantini [donneinnero]: Israeliani festeggiano il massacro - video
venerdì 4 giugno 2010

Vi inoltro questo video. Non ci sono solo i favorevoli al massacro, ma anche la Coalition women for peace e gli altri pacifisti. Da Tel Aviv e Ashdod.Buona notte. Luisa Morgantini ●●● http://tv.repubblica.it/dossier/gaza-assalto-nave/israele-si-divide-dopo-il-blitz-il-reportage/48194?video=&pagefrom=1 ●●● Il 02 giugno 2010 18.23, Luisa di Gaetano ha scritto: "Immagini allucinanti. Israeliani festeggiano il massacro davanti all'ambasciata turca a Tel Aviv." : http://www.youtube.com/watch?v=sMzc1N1Cx3s

Decreto di espulsione per tutti, compresi gli italiani (Infopal)
mercoledì 2 giugno 2010

Israele ha emesso un decreto di espulsione per tutti i partecipanti alla Freedom Flotilla che sono stati sequestrati mentre si trovavano in acque internazionali a bordo di navi regolarmente registrate. ♦ ♦ ♦ Per quanto riguarda i nostri connazionali, che si trovano nel carcere di Bi'r es-Sab‘ (Beersheba) - tra cui la nostra direttrice Angela Lano (che ieri sera ha potuto telefonare a casa sua 15 secondi, in inglese) - vi è ad attenderli l'ambasciatore italiano, accompagnato dal sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi.

MONI OVADIA: Verso la catastrofe (L'Unità, 1/06/2010).
martedì 1 giugno 2010

Era inevitabile che accadesse. L’insensato atto di pirateria militare israeliano contro il convoglio navale umanitario con la sua tragica messe di morti e di feriti non è un fatale incidente, è figlio di una cecità psicopatologica, della illogica assenza di iniziativa politica di un governo reazionario che sa solo peggiorare con accanimento l’iniquo devastante status quo. Di cosa parliamo? Dell’asfissia economica di Gaza e della ultraquarantennale occupazione militare delle terre palestinesi, segnata da una colonizzazione perversa ed espansiva che mira a sottrarre spazi esistenziali ad un popolo intero. ▪▪▪ Dopo la stagione di Oslo, il sacrificio della vita di Rabin, non c’è più stata da parte israeliana nessuna vera volontà di raggiungere una pace duratura basata sul riconoscimento del diritti del popolo palestinese sulla base della soluzione due popoli due stati. Le varie Camp David, Wye Plantation, Road Map sono state caratterizzate da velleitarismo, tattiche dilatorie e propaganda allo scopo di fare fallire ogni accordo autentico. Anche il ritiro da Gaza non è stato un passo verso la pace ma un piano ben riuscito per spezzare il fronte politico palestinese e rendere inattuabili trattative efficaci. Abu Mazen l’interlocutore credibile che i governanti israeliani stessi dicevano di attendere con speranza è stato umiliato con tutti i mezzi, la sua autorità completamente delegittimata. ▪▪▪ L’Autorità Nazionale Palestinese è stata la foglia di fico dietro alla quale sottoporre i palestinesi reali e soprattutto donne, vecchi e bambini ad una interminabile vessazione nella prigione a cielo aperto della Cisgiordania e nella gabbia di Gaza resa tale da un atto di belligeranza che si chiama assedio. Ma soprattutto l’attuale classe politica israeliana brilla per assenza di qualsiasi progettualità che non sia la propria autoperpetuazione. ▪▪▪ È riuscita nell’intento di annullare l’idea stessa di opposizione grazie anche ad utili idioti come l’ambiziosissimo “laburista” Ehud Barak che per una poltrona siede fianco a fianco del razzista Avigdor Lieberman. Questi politici tengono sotto ricatto la comunità internazionale contrabbandando la menzogna grottesca che ciò che è fatto contro la popolazione civile palestinese garantisca la sicurezza agli Israeliani e a loro volta sono tenuti sotto ricatto dal nazionalismo religioso di stampo fascista delle frange più fanatiche del movimento dei coloni, una vera bomba ad orologeria per il futuro dello stato di Israele. ▪▪▪ La maggioranza dell’opinione pubblica sembra narcotizzata al punto da non vedere più i vicini palestinesi come esseri umani, ma come fastidioso problema, nella speranza che prima o poi si risolva da solo con una “autosparizione” provocata da una vita miserrima e senza sbocco. Le voci coraggiose dei giusti non trovano ascolto e anche i più ragionevoli appelli interni ed esterni come quello di Jcall, vengono bollati dai falchi dentro e fuori i confini con l’infame epiteto di antisemiti o antiisraeliani. Se questo stato di cose si prolunga ancora il suo esito non può essere che una catastrofe.

ATTACCO ISRAELIANO ALLE NAVI CHE PORTAVANO AIUTI ALLA STRISCIA DI GAZA
lunedì 31 maggio 2010

●●●● COMUNITA' PALESTINESE NELLA REGIONE VENETO - AL QUDS ISTITUTO DI CULTURA ITALO PALESTINESE ●●●● COMUNICATO●●●● --- Purtroppo alle ore 4.00 del mattino l'esercito israeliano ha compiuto il suo orribile attacco (con elicotteri e navi) e soldati alla flottiglia internazionale di pace che portava viveri ed aiuti a Gaza da 4 anni assediata ed affamata. Le navi portavano 10.000 tonnnellata di aiuti e di case prefabbricate ed altro. In acque internazionali, che Israele si arroga il diritto di controllare, le navi procedevano verso Gaza. La flottiglia era composta come sapete da 8 navi ed a bordo c'erano parlamentari, premi nobel, attivisti dei diritti umani (in tutto 700 persone) e pacifisti provenienti da 50 paesi di tutto il mondo e tra loro 2 italiani. Noi palestinesi, siamo addolorati per questo ennesimo attacco non solo contro la nostra popolazione inerme, che aspettava festosa l'arrivo delle navi ma anche contro la comunità internazionale di buona volontà. Crediamo che il silenzio dei media e dei politici nei giorni scorsi ignorando completamente questo grandioso evento internazionale, abbia come al solito dato il permesso ad Israele di attaccare con violenza questa nobile impresa della solidarietà internazionale. Nel pomeriggio aderiamo all'appello per un sit in davanti alla prefettura alle ore 18.00 per protestare contro questo attacco barbaro che ha lasciato sul terreno 19 morti, una cinquantina di feriti. Le navi sono state dirottate verso altri porti scelti dall'esercito israeliano con i feriti ed i morti a bordo. ♠♠♠♠♠♠ Preghiamo i nostri amici, che hanno a cuore la pace e la solidarietà, di fermarsi ed aderire a manifestazioni presso le questure e le prefetture delle loro città e comuni. fate girare questo appello e grazie. non mancate se potete. ♠♠♠♠♠♠ LINK: "Il Manifesto" con video: http://blog.ilmanifesto.it/pacipossibili/2010/05/31/israele-attacca-la-nave-pacifista-molti-i-morti/

Assaltata la Freedom Flottiglia: un crimine contro l'umanità e la decenza, di LUISA MORGANTINI
lunedì 31 maggio 2010

E' con profondo sdegno e sgomento che ho appreso questa mattina la tragica notizia dell'uccisione di 19 attivisti per la pace - membri della società civile internazionale, uomini e donne diretti verso la Striscia di Gaza - da parte dell'Esercito Israeliano, che ha assaltato con un atto di pirateria il convoglio umanitario. Tutto il dolore per le vittime e tutta la solidarieta` agli attivisti che sono in mare. La Freedom Flottiglia - salpata da Cipro nei giorni scorsi per compiere una missione di pace, nel tentativo di rompere l`assedio imposto alla Striscia di Gaza, portando a bordo delle navi aiuti umanitari, materiali di prima necessità, cibo, cemento per la ricostruzione delle case dopo la distruzione causata dall'attacco israeliano "Piombo fuso" dell'inverno 2009 - è stata assaltata in acque internazionali in palese violazione della legalità internazionale, e del rispetto dei fondamentali diritti umani. Israele ha mostrato ancora una volta che l`unica strada che sa usare e` quella militare, considerandosi, con arroganza, al di sopra delle leggi, in nome di un'ìmpunità che troppo spesso gli è stata garantita da una comunita' internazionale sempre disposta a non fare pagare il prezzo ad Israele delle sue violazioni. E' un crimine contro l'umanità e la decenza quello di cui si è macchiata, colpendo un convoglio umanitario composto da attivisti e attiviste pacifici diretti verso la Striscia di Gaza per romperne l'assedio, che dimostra la realta` di un'occupazione militare che continua. La motivazione addotta che gli internazionali aiutassero Hamas e' ridicola: chi aiuta la divisione dei palestinesi e' chi continua a punire collettivamente la popolazione di Gaza con l'assedio e tutta la popolazione palestinese con l`occupazione militare. Aveva ragione David Grossman - scrittore e pacifista israeliano - quando nel corso di una manifestazione nel quartiere di Sheik Jarrah, a Gerusalemme Est, contro l'espulsione di cittadini palestinesi dalle loro case da parte coloni israeliani, ha affermato che ormai Israele è come una pianta carnivora che divora anche se stessa. Di fronte alla strage di civili compiuta da Israele, la comunità internazionale ed i governi del mondo prendano una posizione chiara ed inequivocabile, per dire basta una volta e per tutte all'impunità di uno stato che continua a perpetrare odio e violenza, violando continuamente il diritto internazionale e quello umanitario. Dia forza ed ascolti quelle voci che in Israele, insieme ai palestinesi, dicono che l'occupazione militare uccide tutte e tutti. ♦♦♦♦♦ Luisa Morgantini già Vice Presidente del Parlamento Europeo Associazione per la Pace (link: http://luisamorgantini.net/node/925)

Aerei israeliani sferrano vari attacchi sulla Striscia di Gaza (Infopal)
sabato 29 maggio 2010

Gaza - Infopal. Alle prime ore di quest'oggi, sabato 29 maggio, aerei israeliani hanno sferrato una serie di attacchi sulla Striscia di Gaza. Fonti palestinesi affermano che gli aerei occupanti hanno lanciato nove missili verso l'aera dell'aeroporto internazionale di Gaza, a Rafah. Altri due missili sono stati sparati dagli aerei israeliani contro una ferriera nel quartiere di az-Zaytun, nella zona sud-occidentale della città di Gaza, provocando seri danni, anche se non si hanno notizie di morti o feriti.

Gerusalemme: coloni ebrei cacciano di casa la famiglia Salah‏
lunedì 3 maggio 2010

Al-Quds occupata (Gerusalemme) - Infopal. Un nutrito gruppo di coloni accompagnato da elementi della polizia israeliana s'è impossessato, domenica 2 maggio, di una casa della famiglia Salah, nella zona di Ras Beyt Safafa, nella città di al-Quds occupata (Gerusalemme), costringendo la famiglia palestinese proprietaria (una famiglia allargata di decine membri, compresi molti minorenni) a lasciarla col pretesto che la proprietà dei terreni su cui sorgono le abitazioni, acquisita da un armeno, spetterebbe invece a loro. Il padrone di casa, Muhammad Salah Abu 'Ali, cacciato assieme ai suoi figli, riferisce che i coloni "hanno fatto irruzione in casa nostra, un'abitazione di 150 metri quadri costruita nel 1958, prendendosela con i miei anziani genitori, scaraventati fuori dalla casa in cui abitiamo dal 1966, mentre la polizia israeliana ci minacciava di arresto nel caso avessimo deciso di farvi ritorno". I coloni hanno piazzato il loro mobilio in casa, dove hanno fatto accomodare altri ebrei. Sull'edificio, inoltre, hanno innalzato la bandiera israeliana, cominciando poi a festeggiare per essere riusciti a prendervi possesso e a cacciarne i proprietari (le loro rivendicazioni vanno avanti dal 1993). Si ricorda che attacchi di questo tipo si erano verificati da ottobre 2009. Questa volta, tra l'altro, un colono ebreo avrebbe sparato, ferendo alla mano uno dei membri della famiglia Salah. Muhammad Salah Abu 'Ali ci ha detto: "I coloni non si sono limitati a questo, ma hanno anche attaccato le nostre case intorno, così hanno provato a prendere anche quella di mio fratello Mahmud, ma lì siamo riusciti ad allontanarli. Ci hanno detto che ci ammazzeranno e scacceranno dalle nostre case in cui viviamo dagli anni Cinquanta. Le sentenze del Tribunale supremo israeliano - tra cui una del 28 aprile - sono tutte illegali ed ingiuste poiché non tengono conto dei documenti che abbiamo presentato: "Il 15 aprile scorso, in occasione della loro festa nazionale, il Tribunale supremo ha stabilito di farci evacuare dalla nostra casa, senza che avessimo la possibilità di fare ricorso contro la pretesa di un colono che dice di aver comprato la casa!". Abu 'Ali ha pertanto fatto appello a tutte le organizzazioni internazionali che si occupano di diritti umani di occuparsi del suo caso ed aiutare così la sua famiglia, anche per evitare che altre famiglie vengano cacciate dalle loro case. "Si tratta di sentenze politiche, non giuridiche". Le autorità occupanti hanno chiesto ai suoi anziani genitori che hanno quasi cent'anni di pagare una somma di 70.000 shekel, e nel caso in cui non dovessero pagare, verranno cacciati i rimanenti membri della famiglia Salah dalle loro case. Si ricorda che vi è un piano israeliano per prendere possesso di tutte le case di Beyt Safafa, a causa della sua posizione strategica nei confronti di al-Quds (Gerusalemme) dal lato occidentale.

Scontri a Silwan, Gerusalemme: proteste negate ai palestinesi, permesse ai coloni.
giovedì 22 aprile 2010

Fonti locali di Gerusalemme est hanno riportato ieri notizie di scontri avvenuti tra alcuni ragazzi palestinesi e i soldati israeliani a Silwan, cittadina nei pressi della capitale contesa. - Gli incidenti sono scoppiati quando un gruppo di coloni ebrei fondamentalisti ha condotto delle azioni provocatorie contro i palestinesi locali e le loro case. I coloni hanno infatti dato l'assalto alle abitazioni e ai loro inquilini, che hanno risposto lanciando pietre e bottiglie vuote. - L'episodio, va ricordato, è accaduto martedì sera dopo che alcune forze dell'esercito israeliano sotto copertura hanno catturato tre giovani vicino a una tenda di protesta eretta nel quartiere di al-Bustan. Una fonte della polizia israeliana ha inoltre affermato che due guardie di frontiera sono rimaste ferite negli scontri. - Hatem Abdul-Qader, responsabile della questione di Gerusalemme presso il movimento di Fatah, ha chiesto che vengano organizzate domani delle proteste e delle preghiere collettive nel quartiere di al-Bustan. - Ha quindi criticato aspramente la polizia israeliana per non aver concesso agli abitanti dell'area il permesso di condurre la protesta, mentre ai coloni viene lasciato campo libero per protestare [vedi sotto] e attaccare i residenti e le loro proprietà. - Al-Bustan è uno dei tanti quartieri palestinesi dove gli ebrei stanno occupando le case con la forza, mentre i tribunali israeliani concedono loro maggior potere per scacciare gli arabi, com'è accaduto nel caso dele appropriazioni illegali nel quartiere di Sheikh Jarrah. - Intanto, ai coloni ebrei è stato anche rilasciato un permesso per organizzare una dimostrazione domenica a Silwan, allo scopo di chiedere al governo d'intensificare le demolizioni di case palestinesi e di rimuovere gli arabi dalla cittadina per rimpiazzarli con i nuovi arrivati. - La polizia, confermando questa notizia, ha specificato che ai coloni verrà “fornita la protezione delle forze dell'ordine”.

Serata di ricordi e letture in memoria di MAHMOUD DARWISH
giovedì 4 marzo 2010

♠♠ Aprirà la serata il saluto di Flavio Zanonato, SINDACO DI PADOVA. ♠♠ Interverranno SIHAM BARGHOUTI, MINISTRA DELLA CULTURA dell'AUTORITA' NAZIONALE PALESTINESE, Bassima Awad, Presidente di Al Quds e della Comunità Palestinese nel Veneto. ♠♠ Coordina e cura la serata Lucia Sorbera, Università degli Studi di Milano e Al Quds. ♠♠ Le poesie saranno lette da Serena Fiorio, Giovanna Simbula e Saida Puppoli. ♠♠ Il poeta Salah Mhamed concluderà con la lettura di una poesia in onore di Mahmoud Darwish. - - - - - - - - - - ♠♠ Considerato il più grande poeta arabo vivente, era nato nel villaggio di al-Birweh nella Galilea, raso al suolo dagli Israeliani durante la Nakba (1948). Attivista politico dovette subire prima gli arresti domiciliari e la detenzione. Direttore del quotidiano Ittihad e della prestigiosa rivista culturale Al-Karmil. Membro del Comitato esecutivo dell'OLP è vissuto tra Parigi e Beirut fino al suo ritorno in Palestina nel 1996. Si è spento il 9 agosto 2008 Houston (USA) a 67 anni, per le complicazioni insorte dopo una delicata operazione al cuore. E' mancato così tra la commozione intensa di quanti lo hanno amato in tutto il mondo. Lui, l'emblema della Palestina, la voce più bella del suo popolo e del mondo arabo di questi anni. Ora ci resta il ricordo vivo della sua figura carismatica, la forza e la bellezza della sua opera. Le sue poesie tradotte in 35 lingue e hanno ricevuto rinascimenti internazionali. - - - - - ♠♠ Jose’ Saramago, premio Nobel per la letteratura 1998, così lo ha ricordato: " E' morto il più grande poeta del xx secolo. Se il nostro mondo fosse un po’ più sensibile e intelligente, più attento alla grandezza quasi sublime di alcune delle vite che lo attraversano, il suo nome sarebbe oggi conosciuto e ammirato come, per esempio, lo fu in vita quello di Pablo Neruda. A volte, la vita ti toglie con una mano quello che ti aveva dato con l’altra. Così è successo a me con Mahmoud Darwish." [locandina a fine pagina)

SUAD AMIRY TORNA A PADOVA presenterà il suo ultimo libro-reportage"Murad Murad"
giovedì 4 febbraio 2010

Palestinese, architetto, autrice di reportage sulla realtà della Palestina di oggi, scrittrice, insegna all'Università di Birzeit e vive a Ramallah dove nel 1991 ha fondato RIWAQ, una Ong nata per la salvaguardia del patrimonio architettonico della Palestina (http://www.riwaq.org). ♠♠♠ Il libro: "MURAD MURAD" - «Diciotto ore. Diciotto ore con Suad Amiry e con i lavoratori della Cisgiordania, che ogni giorno sfidano check-point ed esercito per entrare in Israele alla ricerca di un lavoro sottopagato. Suad Amiry raggiunge nottetempo un villaggio vicino a Ramallah e con la collaborazione di Murad e della sua famiglia si traveste da uomo. Da qui parte il suo viaggio, un viaggio che inizia alle due e mezzo del mattino e che la costringe a camminare per ore tra gli ulivi che costeggiano la strada che conduce in Israele. Il rischio di essere scoperta è altissimo, le conseguenze potenzialmente letali. Con lei ci sono i lavoratori palestinesi che ogni notte tentano di non farsi arrestare dai soldati israeliani, di evitare una diffida che sancisce una "carcerazione preventiva", o persino una pallottola sparata da qualche cecchino nascosto tra gli alberi. Per lo più sono obbligati a desistere e a tornare a casa a mani vuote, stanchi, affranti, umiliati. Dopo una marcia sulle colline, Suad e una parte del gruppo devono nascondersi e aspettare che i soldati, allo spuntare del giorno, abbandonino le loro postazioni. Riescono infine a superare il muro e a mettere piede in Israele, ma è tardi, il lavoro non c'è più. Si confondono con i civili israeliani e salgono su un autobus che li porta prima a Tel Aviv e da lì a Gerusalemme. Davanti a loro un paesaggio non ignoto ma visto forse per la prima volta con occhi diversi: tutto quello che era stato "palestinese" non c'è più.» ♠♠♠ [locandina e approfondimenti fondo pagina]

Uccisi tre palestinesi, la Striscia sigillata Il Cairo espelle Galloway (Il Manifesto 9/01/2010)
sabato 9 gennaio 2010

di Michele Giorgio ♠♠♠ Dal cielo sono prima caduti i volantini di avvertimento per la popolazione. Poi, qualche ora dopo, missili e bombe: su Gaza city, Khan Yunis e Rafah. Giovedì notte le esplosioni hanno ridotto un paio di edifici a un cumulo di macerie. Tre i morti, tra i quali un ragazzino di 14 anni. Siamo ai preliminari di «Piombo fuso 2», di cui si parla da settimane e che gli esperti militari israeliani prevedono nei prossimi 2-3 mesi? Nulla trapela dall'ufficio dello stato maggiore israeliano. Certo è che Gaza ha subito il bombardamento più devastante da un anno questa parte e i ricordi sono inevitabilmente andati al gennaio 2009 quando l'offensiva di terra, di aria e di mare lanciata da Israele aveva costretto la popolazione a correre verso rifugi improvvisati in cerca di salvezza. Per il portavoce militare israeliano si è trattato semplicemente della risposta ai colpi di mortaio e ai razzi lanciati dai palestinesi (uno anche su Ashqelon) che non hanno provocato feriti né danni. Un avvertimento, forse, ai Comitati di resistenza popolare che non intenderebbero più rispettare la moratoria negli attacchi a Israele imposta da Hamas per facilitare le trattative per lo scambio tra il soldato Ghilad Shalit e un migliaio di detenuti politici palestinesi. I caccia israeliani, ha aggiunto il portavoce militare, hanno colpito in particolare quattro obiettivi: una presunta fabbrica di razzi a Gaza city, due tunnel sotterranei tra Rafah e l'Egitto e un terzo tunnel tra Gaza e l'ex valico di Kissufim che, una volta ultimato, i palestinesi avrebbero utilizzato per compiere un'azione armata in territorio israeliano, forse per catturare altri soldati. Una versione che a Gaza non ha trovato conferme. Israele ha anche chiuso due giorni fa il piccolo valico di Kerem Shalom, da dove entrano da qualche settimana i (limitati) rifornimenti per la popolazione palestinese. Decine di autocarri carichi di merci attendono il permesso di entrare e adesso si ricomincia a temere per i rifornimenti di carburante. Un altro segnale preoccupante lo aveva dato mercoledì il comandante israeliano della regione meridionale, Yoav Galant, invitando gli abitanti del Neghev a prepararsi ad un nuovo periodo di «tensione» e di scontri lungo le linee di confine con Gaza dove, da qualche giorno, si registra una ripresa dei movimenti dei veicoli militari. E se la popolazione palestinese attende di fare i conti con una possibile seconda offensiva israeliana, sul versante egiziano del valico di Rafah i militari agli ordini di Hosni Mubarak partecipano all'embargo e usano il pugno di ferro con gli attivisti internazionali che portano aiuti e solidarietà politica a Gaza. Dopo aver fermato al Cairo i 1.400 volontari della Gaza Freedom March, ieri l'Egitto ha ufficialmente dichiarato il deputato britannico George Galloway «persona non grata», dopo gli incidenti nella notte tra il 5 e 6 gennaio con la polizia nel porto di el Arish che avevano preceduto l'ingresso del suo convoglio di aiuti umanitari, Viva Palestina, a Gaza. Galloway non potrà più entrare in Egitto e ha già lasciato il paese. Il sito di Viva Palestina denuncia che il parlamentare è stato espulso con modi bruschi dall'Egitto, assieme al suo collega Ron McKay, da agenti di polizia politica che lo hanno «caricato» su un aereo per Londra. Non solo. Sette componenti del suo convoglio sono stati arrestati non appena usciti da Gaza. Anche loro verranno espulsi al più presto. Si chiude drammaticamente anche l'esperienza di Viva Palestina, che pure era forte della sponsorizzazione turca. A questo punto è da escludere un'autorizzazione egiziana a nuove iniziative di solidarietà con i palestinesi attraverso il valico di Rafah. L'assedio di Gaza ora è totale.

NATALE in PALESTINA 2009
mercoledì 23 dicembre 2009

"Viaggi e Miraggi" e "Al-Quds" organizzano un viaggio in Palestina dal 23 dicembre 2009 al 3 gennaio 2010. Trovi la locandina del viaggio a fondo pagina - Chi è interessato si faccia vivo al più presto

Lunedì 30 Novembre h 20.45 - Sala Consiliare di Cadoneghe (PD) - IL PROBLEMA DELL'ACQUA IN PALESTINA
lunedì 30 novembre 2009

L'Unione Ingegneri Palestinesi in Italia e la Comunità Palestinese del Veneto in collaborazione con il Comune di Cadoneghe organizzazono una serata sul tema "L'acqua in Palestina una risorsa per la pace o un saccheggio?" - Interverranno l'ing. Saleh Rabi (direttore del Centro Idrologico Palestinese) dott. Pietro De Perini e il prof. Amin Nabulsi. (volantino a fondo pagina)

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