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AlQuds - Istituto di Cultura Italo-Palestinese
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Archivio notizie

Serata di ricordi e letture in memoria di MAHMOUD DARWISH
giovedì 4 marzo 2010

♠♠ Aprirà la serata il saluto di Flavio Zanonato, SINDACO DI PADOVA. ♠♠ Interverranno SIHAM BARGHOUTI, MINISTRA DELLA CULTURA dell'AUTORITA' NAZIONALE PALESTINESE, Bassima Awad, Presidente di Al Quds e della Comunità Palestinese nel Veneto. ♠♠ Coordina e cura la serata Lucia Sorbera, Università degli Studi di Milano e Al Quds. ♠♠ Le poesie saranno lette da Serena Fiorio, Giovanna Simbula e Saida Puppoli. ♠♠ Il poeta Salah Mhamed concluderà con la lettura di una poesia in onore di Mahmoud Darwish. - - - - - - - - - - ♠♠ Considerato il più grande poeta arabo vivente, era nato nel villaggio di al-Birweh nella Galilea, raso al suolo dagli Israeliani durante la Nakba (1948). Attivista politico dovette subire prima gli arresti domiciliari e la detenzione. Direttore del quotidiano Ittihad e della prestigiosa rivista culturale Al-Karmil. Membro del Comitato esecutivo dell'OLP è vissuto tra Parigi e Beirut fino al suo ritorno in Palestina nel 1996. Si è spento il 9 agosto 2008 Houston (USA) a 67 anni, per le complicazioni insorte dopo una delicata operazione al cuore. E' mancato così tra la commozione intensa di quanti lo hanno amato in tutto il mondo. Lui, l'emblema della Palestina, la voce più bella del suo popolo e del mondo arabo di questi anni. Ora ci resta il ricordo vivo della sua figura carismatica, la forza e la bellezza della sua opera. Le sue poesie tradotte in 35 lingue e hanno ricevuto rinascimenti internazionali. - - - - - ♠♠ Jose’ Saramago, premio Nobel per la letteratura 1998, così lo ha ricordato: " E' morto il più grande poeta del xx secolo. Se il nostro mondo fosse un po’ più sensibile e intelligente, più attento alla grandezza quasi sublime di alcune delle vite che lo attraversano, il suo nome sarebbe oggi conosciuto e ammirato come, per esempio, lo fu in vita quello di Pablo Neruda. A volte, la vita ti toglie con una mano quello che ti aveva dato con l’altra. Così è successo a me con Mahmoud Darwish." [locandina a fine pagina)

SUAD AMIRY TORNA A PADOVA presenterà il suo ultimo libro-reportage"Murad Murad"
giovedì 4 febbraio 2010

Palestinese, architetto, autrice di reportage sulla realtà della Palestina di oggi, scrittrice, insegna all'Università di Birzeit e vive a Ramallah dove nel 1991 ha fondato RIWAQ, una Ong nata per la salvaguardia del patrimonio architettonico della Palestina (http://www.riwaq.org). ♠♠♠ Il libro: "MURAD MURAD" - «Diciotto ore. Diciotto ore con Suad Amiry e con i lavoratori della Cisgiordania, che ogni giorno sfidano check-point ed esercito per entrare in Israele alla ricerca di un lavoro sottopagato. Suad Amiry raggiunge nottetempo un villaggio vicino a Ramallah e con la collaborazione di Murad e della sua famiglia si traveste da uomo. Da qui parte il suo viaggio, un viaggio che inizia alle due e mezzo del mattino e che la costringe a camminare per ore tra gli ulivi che costeggiano la strada che conduce in Israele. Il rischio di essere scoperta è altissimo, le conseguenze potenzialmente letali. Con lei ci sono i lavoratori palestinesi che ogni notte tentano di non farsi arrestare dai soldati israeliani, di evitare una diffida che sancisce una "carcerazione preventiva", o persino una pallottola sparata da qualche cecchino nascosto tra gli alberi. Per lo più sono obbligati a desistere e a tornare a casa a mani vuote, stanchi, affranti, umiliati. Dopo una marcia sulle colline, Suad e una parte del gruppo devono nascondersi e aspettare che i soldati, allo spuntare del giorno, abbandonino le loro postazioni. Riescono infine a superare il muro e a mettere piede in Israele, ma è tardi, il lavoro non c'è più. Si confondono con i civili israeliani e salgono su un autobus che li porta prima a Tel Aviv e da lì a Gerusalemme. Davanti a loro un paesaggio non ignoto ma visto forse per la prima volta con occhi diversi: tutto quello che era stato "palestinese" non c'è più.» ♠♠♠ [locandina e approfondimenti fondo pagina]

Uccisi tre palestinesi, la Striscia sigillata Il Cairo espelle Galloway (Il Manifesto 9/01/2010)
sabato 9 gennaio 2010

di Michele Giorgio ♠♠♠ Dal cielo sono prima caduti i volantini di avvertimento per la popolazione. Poi, qualche ora dopo, missili e bombe: su Gaza city, Khan Yunis e Rafah. Giovedì notte le esplosioni hanno ridotto un paio di edifici a un cumulo di macerie. Tre i morti, tra i quali un ragazzino di 14 anni. Siamo ai preliminari di «Piombo fuso 2», di cui si parla da settimane e che gli esperti militari israeliani prevedono nei prossimi 2-3 mesi? Nulla trapela dall'ufficio dello stato maggiore israeliano. Certo è che Gaza ha subito il bombardamento più devastante da un anno questa parte e i ricordi sono inevitabilmente andati al gennaio 2009 quando l'offensiva di terra, di aria e di mare lanciata da Israele aveva costretto la popolazione a correre verso rifugi improvvisati in cerca di salvezza. Per il portavoce militare israeliano si è trattato semplicemente della risposta ai colpi di mortaio e ai razzi lanciati dai palestinesi (uno anche su Ashqelon) che non hanno provocato feriti né danni. Un avvertimento, forse, ai Comitati di resistenza popolare che non intenderebbero più rispettare la moratoria negli attacchi a Israele imposta da Hamas per facilitare le trattative per lo scambio tra il soldato Ghilad Shalit e un migliaio di detenuti politici palestinesi. I caccia israeliani, ha aggiunto il portavoce militare, hanno colpito in particolare quattro obiettivi: una presunta fabbrica di razzi a Gaza city, due tunnel sotterranei tra Rafah e l'Egitto e un terzo tunnel tra Gaza e l'ex valico di Kissufim che, una volta ultimato, i palestinesi avrebbero utilizzato per compiere un'azione armata in territorio israeliano, forse per catturare altri soldati. Una versione che a Gaza non ha trovato conferme. Israele ha anche chiuso due giorni fa il piccolo valico di Kerem Shalom, da dove entrano da qualche settimana i (limitati) rifornimenti per la popolazione palestinese. Decine di autocarri carichi di merci attendono il permesso di entrare e adesso si ricomincia a temere per i rifornimenti di carburante. Un altro segnale preoccupante lo aveva dato mercoledì il comandante israeliano della regione meridionale, Yoav Galant, invitando gli abitanti del Neghev a prepararsi ad un nuovo periodo di «tensione» e di scontri lungo le linee di confine con Gaza dove, da qualche giorno, si registra una ripresa dei movimenti dei veicoli militari. E se la popolazione palestinese attende di fare i conti con una possibile seconda offensiva israeliana, sul versante egiziano del valico di Rafah i militari agli ordini di Hosni Mubarak partecipano all'embargo e usano il pugno di ferro con gli attivisti internazionali che portano aiuti e solidarietà politica a Gaza. Dopo aver fermato al Cairo i 1.400 volontari della Gaza Freedom March, ieri l'Egitto ha ufficialmente dichiarato il deputato britannico George Galloway «persona non grata», dopo gli incidenti nella notte tra il 5 e 6 gennaio con la polizia nel porto di el Arish che avevano preceduto l'ingresso del suo convoglio di aiuti umanitari, Viva Palestina, a Gaza. Galloway non potrà più entrare in Egitto e ha già lasciato il paese. Il sito di Viva Palestina denuncia che il parlamentare è stato espulso con modi bruschi dall'Egitto, assieme al suo collega Ron McKay, da agenti di polizia politica che lo hanno «caricato» su un aereo per Londra. Non solo. Sette componenti del suo convoglio sono stati arrestati non appena usciti da Gaza. Anche loro verranno espulsi al più presto. Si chiude drammaticamente anche l'esperienza di Viva Palestina, che pure era forte della sponsorizzazione turca. A questo punto è da escludere un'autorizzazione egiziana a nuove iniziative di solidarietà con i palestinesi attraverso il valico di Rafah. L'assedio di Gaza ora è totale.

NATALE in PALESTINA 2009
mercoledì 23 dicembre 2009

"Viaggi e Miraggi" e "Al-Quds" organizzano un viaggio in Palestina dal 23 dicembre 2009 al 3 gennaio 2010. Trovi la locandina del viaggio a fondo pagina - Chi è interessato si faccia vivo al più presto

Lunedì 30 Novembre h 20.45 - Sala Consiliare di Cadoneghe (PD) - IL PROBLEMA DELL'ACQUA IN PALESTINA
lunedì 30 novembre 2009

L'Unione Ingegneri Palestinesi in Italia e la Comunità Palestinese del Veneto in collaborazione con il Comune di Cadoneghe organizzazono una serata sul tema "L'acqua in Palestina una risorsa per la pace o un saccheggio?" - Interverranno l'ing. Saleh Rabi (direttore del Centro Idrologico Palestinese) dott. Pietro De Perini e il prof. Amin Nabulsi. (volantino a fondo pagina)

5 giugno 2009 - Venezia - Biennale d'Arte: « Palestine c/o Venice »
martedì 2 giugno 2009

« Palestine c/o Venice » evento collaterale della Biennale. Partecipano sette artisti palestinesi, scelti per l'eccezionale impegno, la qualità del lavoro artistico e la capacità di collegare temi locali e globali. Sono: Taysir Batniji, Shadi HabibAllah, Sandi Hilal, Emily Jacir, Jawad Al Malhi, Khalil Rabah (locandina link fondo pagina)

Fiera del Libro - Intervista a Ilan Pappe.
lunedì 25 maggio 2009

"Israeliani, soffriamo di amnesia" - Intervista a Ilan Pappe, autore de "La pulizia etnica in Palestina"- di Vittorio Biìonanni (Liberazione , 25 maggio 2009). (link in fondo pagina)

THE GUARDIAN, GB: Vogliamo la verità su Gaza
domenica 5 aprile 2009

Aumentano le prove che gli israeliani hanno commesso crimini di guerra. È urgente un'indagine internazionale (articolo su "Internazionale" - 27 marzo-2 aprile) Link a fondo pagina

NESSUNA SORPRESA PER I CRIMINI DI GUERRA - GIDEON LEVY, HA'ARETZ, ISRAELE
domenica 5 aprile 2009

Nell'ultimo conflitto sono stati deliberatamente uccisi dei civili. Ma non è una novità. Abusi come questi vanno avanti da anni, con il consenso dei vertici militari (articolo su "Internazionale" 27 marzo - 2 aprile ) link fondo pagina

"Numero uno in lista" film in memoria di Wael Zuaiter (cinema Fronte del Porto)
venerdì 3 aprile 2009

in occasione della "GIORNATA DELLA TERRA" verrà proiettato il film "Numero uno in lista" di Giacomo Durzi, sulla vita del grande intellettuale palestinese Wael Zuaiter, ucciso dal Mossad nel 1972 a Roma. interverrà il regista- intervento videoregistrato di Luisa Morgantini (link fondo pagina)

30 Marzo - GIORNATA DELLA TERRA
lunedì 30 marzo 2009

Un invito a ricordare, insieme a tutti i Palestinesi, la GIORNATA della TERRA - Il 30 marzo di ogni anno i Palestinesi ricordano "La Giornata della Terra". In questa data, nel 1978 furono uccisi, per mano dei soldati Israeliani, sette giovani Palestinesi cittadini dello Stato D'Israele, che manifestavano pacificamente contro l’esproprio, da parte del governo Israeliano, di terre dei Palestinesi in Galilea , nel Neghev e nel Triangolo. Da allora, ogni anno, il 30 di marzo, tutti i Palestinesi di Israele, dei Territori Occupati e dell’intera Diaspora, commemorano quell’eccidio per ricordare e denunciare al mondo intero la loro condizione di Popolo senza Terra e senza Diritti.

La PACE DIPENDE anche da NOI
sabato 28 marzo 2009

Sabato 14 e sabato 28, dalle 10 alle 18 verranno proiettati video, ci saranno mostre fotografiche e materiale informativo per approfondire la conoscenza del conflitto israelo-palestinese e delle sue conseguenze sulla popolazione. Per saperne di più, per esprimere la vostra solidarietà con tutte le vittime di questo conflitto, vi invitiamo a venire a trovarci. - A.C.S., Al Quds Ist. di cultura italo/palestinese, Associazione per la Pace, Donne in Nero, Comunità Palestinese del Veneto, Mezzaluna Rossa, Perilmondo onlus, Rete Radié Resch, Zattera Urbana (link fondo pagina)

GIORNATA DELLA TERRA - Cena di solidarietà - ospite Muhammad BAKRI
sabato 28 marzo 2009

In occasione della "GIORNATA della TERRA" la Comunità Palestinese con il sostegno delle associazioni e reti di solidarietà padovane che sono sempre state a fianco del popolo palestinese nella ricerca di una pace giusta, organizza UNA CENA DI SOLIDARIETÀ CON LA POPOLAZIONE DI GAZA - partecipa il gruppo MARAM Oriental Ensamble - Ospite d'onore il regista palestine MUHAMMAD BAKRI (link a fondo pagina)

"LE FERITE DI GAZA e LE NUOVE ARMI"
sabato 21 marzo 2009

Un articolo sconvolgente dell'autorevole rivista medica "The Lancet", pubblicato in data 22 febbraio. (cortese segnalazione del'avv. Pietro Ficarra, dell'Associazione Giuristi Democratici) - Link a fondo pagina.

"Absolutely Not in Their Name, Not in Ours" di Michael Warschawski, Alternative Information Center (AIC)
mercoledì 21 gennaio 2009

Assolutamente No! Non nel loro nome, Non nel nostro. Ehud Barak, Tzipi Livni, Gabi Ashkenazi e Ehud Olmert--non osate mostrare la faccia durante una ceremonia per commemorare gli eroi del ghetto di Varsavia, Lublin, Vilna o Kishinev. E neanche voi dirigenti di Peace Now, per cui la pace significa la pacificazione della resistenza palestinese, con ogni mezzo, incluso la distruzione di un popolo. Se ci sono, io stesso farò il possibile per espellervi da questi eventi, perche la vostra presenza sarebbe un sacrilegio immenso. Non nei loro nomi Non avete diritto di parlare in nome dei martiri del nostro popolo. Voi non siete Anna Frank del lager di Bergen Belsen, ma invece Hans Frank, il generale tedesco che agì per affamare e distruggere gli ebrei di Polonia. Non rappresentate nessuna continuità con il ghetto di Varsavia, perche oggi il ghetto e' qui davanti a voi, il bersaglio dei vostri carri armati e la vostra artiglieria, e si chiama Gaza. Gaza, che voi avete deciso di eliminare dalla carta, come il generale Frank voleva eliminare il ghetto. Ma a differenza dei ghetti di Polonia e Bielorussia, dove gli ebrei sono stati abbandonati da quasi tutti, Gaza non sara' eliminata perche millioni di uomini e donne da tutto il mondo stanno costruendo uno scudo umano potente che porta due parole: Mai Più Non in nostro nome! Insieme a decine di migliaia di ebrei dal Canada alla Gran Bretagna, dall' Australia alla Germania, vi avvertiamo: non osate parlare a nome nostro perche vi perseguiremo anche, se necessario, all'inferno dei criminali di guerra, e ricacceremo le vostre parole giù per le vostre gole, fino a farvi chiedere perdono per averci coinvolto nei vostri crimini. Noi, e non voi, siamo i figli di Mala Zimetbaum e Marek Edelman, di Mordechai Anilevicz e Stephane Hessel, e portiamo il loro messaggio all'umanità per tutelare la resistenza di Gaza: "Lottiamo per la nostra libertà e la vostra, per il nostro orgoglio e il vostro, per la nostra dignità umana, sociale, e nazionale e la vostra" (Appello dal Ghetto al mondo, Pasqua, 1943) Ma per voi, i leader di Israele, "liberta" e' una parola sporca. Non avete nessun orgoglio e non capite il significato della dignità umana. Noi non siamo "un'altra voce ebrea", ma invece l'unica voce ebrea capace di parlare a nome dei martiri torturati del popolo ebreo. La vostra voce e' nient'altro che i vecchi clamori bestiali degli assassini dei nostri antenati. Absolutely Not in Their Name, Not in Ours Michael Warschawski, Alternative Information Center (AIC) Jan 24, 2009

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