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Chi Siamo

Al-Quds - Istituto di cultura Italo Palestinese è una libera e democratica associazione priva di scopi di lucro.

I drammatici eventi che, quotidianamente, spengono giovani vite in Terra Santa, pongono all'Opinione Pubblica tanti interrogativi ai quali, troppo spesso non si sa dare risposta.

La Palestina non è solo l'oggetto di una sanguinosa contesa di territori tra due popoli; è molto di più. E' la terra dove per millenni il popolo Palestinese ha vissuto e che, dopo la costituzione dello Stato di Israele, nel 1948, ha visto sistematicamente negare i diritti di questo popolo , e, primo tra tutti, quello alla propria esistenza come Autonoma Entità Sovrana.
(continua...)

8 luglio - INCONTRO CON I COMBATTENTI PER LA PACE
giovedì 8 luglio 2010

Associazione per la Pace, Donne in Nero, ARCI, Comunità Palestinese del Veneto, ACS, Agronomi e Forestali senza Frontiere, Associazione Perilmondo Onlus •• • invitano ad un incontro con I COMBATTENTI PER LA PACE - ex soldati israeliani ed ex prigionieri palestinesi insieme per la fine dell'occupazione militare israeliana giovedì 8 luglio ore 19 - “Giardini Sospesi”, Bastione Santa Croce, via Marghera 44 • • • Intervengono: Ashraf Khader, palestinese, e Liri Mizrahi, israeliana, Combattants for Peace ◘ ◘ (locandina a fondo pagina)

Abbordata anche la «Rachel Corrie». La nave e gli attivisti a bordo portati ad Ashdod.
sabato 5 giugno 2010

Roma 05 giugno 2010, Nena News -Ancora una volta la Marina militare israeliana ha sequestrato in acque internazionali una nave civile diretta a Gaza con aiuti umanitari. Stamani anche la nave pacifista «Rachel Corrie» è stata fermata dalle unità da guerra israeliane e costretta a dirigersi verso il porto di Ashdod assieme ad equipaggio e passeggeri. L’azione israeliana questa volta non si è conclusa in un bagno di sangue come invece era avvenuto lunedì scorso quando le unità scelte dello Stato ebraico uccisero nove attivisti su un traghetto turco, il «Mavi Marmara», che faceva parte della «Freedom Flotilla». In linea con il rifiuto di un compromesso con le autorità dello Stato ebraico, che hanno «offerto» di far scaricare gli aiuti umanitari al porto di Ashdod e non di Gaza city, comandante e passeggeri della «Rachel Corrie» hanno ignorato l’ordine giunto prima dell’arrembaggio dalla Marina militare israeliana di invertire la rotta o di dirigersi ad Ashdod. Israele ora promette che libererà ed espellerà subitogli 11 attivisti e i nove membri dell’equipaggi a bordo della «Rachel Corrie» e sminuisce l’accaduto che rappresenta invece l’ennesima violazione della legalità internazionale. Gli Stati Uniti nel frattempo continuano ad avere una posizione ambigua verso il blocco navale di Gaza. Washington se da un lato considera «insostenibile» l’attuale situazione di embargo totale, dall’altro invita gli attivisti ad andare Ashdod, come vuole Israele. «Le attuali condizioni sono insostenibili e vanno cambiate», ha dichiarato Mike Hammer, portavoce del Consiglio per la Sicurezza Nazionale, ma, ha aggiunto, «nell’interesse di tutte le persone coinvolte, e del sicuro trasferimento degli aiuti alla popolazione di Gaza, incoraggiamo fortemente le persone a bordo della Rachel Corrie e di altri navi a dirigersi verso Ashdod per consegnare il materiale a Gaza». I pacifisti non cambiano posizione. «Noi – ha spiegato uno degli attivisti a bordo della «Rachel Corrie», John Graham – non abbiamo intenzione di accettare alcun compromesso che legittimi l’assedio navale israeliano contro la Striscia di Gaza». Tra gli 11 passeggeri della nave pacifista spicca il nome di Mairead Maguire, premio Nobel per la pace nel l976; Denis Halliday, ex vice Segretario Generale dell’Onu; Matthias Chang Wen Chieh, Malese, già segretario politico del primo ministro malese Mahathir Mohamad; e il deputato malese Mohd Nizar bin Zakaria. Assieme a loro ci sono anche tre cineoperatori della Malaysia TV3 e il giornalista Shamsul Akmar bin Musa Kamal.(red) Nena News htpp: ECO Ebrei contro l'occupazione ♦ http://rete-eco.it/it/approfondimenti/gaza/13928-abbordata-anche-la-lrachel-corrier.html

Luisa Morgantini [donneinnero]: Israeliani festeggiano il massacro - video
venerdì 4 giugno 2010

Vi inoltro questo video. Non ci sono solo i favorevoli al massacro, ma anche la Coalition women for peace e gli altri pacifisti. Da Tel Aviv e Ashdod.Buona notte. Luisa Morgantini ●●● http://tv.repubblica.it/dossier/gaza-assalto-nave/israele-si-divide-dopo-il-blitz-il-reportage/48194?video=&pagefrom=1 ●●● Il 02 giugno 2010 18.23, Luisa di Gaetano ha scritto: "Immagini allucinanti. Israeliani festeggiano il massacro davanti all'ambasciata turca a Tel Aviv." : http://www.youtube.com/watch?v=sMzc1N1Cx3s

Decreto di espulsione per tutti, compresi gli italiani (Infopal)
mercoledì 2 giugno 2010

Israele ha emesso un decreto di espulsione per tutti i partecipanti alla Freedom Flotilla che sono stati sequestrati mentre si trovavano in acque internazionali a bordo di navi regolarmente registrate. ♦ ♦ ♦ Per quanto riguarda i nostri connazionali, che si trovano nel carcere di Bi'r es-Sab‘ (Beersheba) - tra cui la nostra direttrice Angela Lano (che ieri sera ha potuto telefonare a casa sua 15 secondi, in inglese) - vi è ad attenderli l'ambasciatore italiano, accompagnato dal sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi.

MONI OVADIA: Verso la catastrofe (L'Unità, 1/06/2010).
martedì 1 giugno 2010

Era inevitabile che accadesse. L’insensato atto di pirateria militare israeliano contro il convoglio navale umanitario con la sua tragica messe di morti e di feriti non è un fatale incidente, è figlio di una cecità psicopatologica, della illogica assenza di iniziativa politica di un governo reazionario che sa solo peggiorare con accanimento l’iniquo devastante status quo. Di cosa parliamo? Dell’asfissia economica di Gaza e della ultraquarantennale occupazione militare delle terre palestinesi, segnata da una colonizzazione perversa ed espansiva che mira a sottrarre spazi esistenziali ad un popolo intero. ▪▪▪ Dopo la stagione di Oslo, il sacrificio della vita di Rabin, non c’è più stata da parte israeliana nessuna vera volontà di raggiungere una pace duratura basata sul riconoscimento del diritti del popolo palestinese sulla base della soluzione due popoli due stati. Le varie Camp David, Wye Plantation, Road Map sono state caratterizzate da velleitarismo, tattiche dilatorie e propaganda allo scopo di fare fallire ogni accordo autentico. Anche il ritiro da Gaza non è stato un passo verso la pace ma un piano ben riuscito per spezzare il fronte politico palestinese e rendere inattuabili trattative efficaci. Abu Mazen l’interlocutore credibile che i governanti israeliani stessi dicevano di attendere con speranza è stato umiliato con tutti i mezzi, la sua autorità completamente delegittimata. ▪▪▪ L’Autorità Nazionale Palestinese è stata la foglia di fico dietro alla quale sottoporre i palestinesi reali e soprattutto donne, vecchi e bambini ad una interminabile vessazione nella prigione a cielo aperto della Cisgiordania e nella gabbia di Gaza resa tale da un atto di belligeranza che si chiama assedio. Ma soprattutto l’attuale classe politica israeliana brilla per assenza di qualsiasi progettualità che non sia la propria autoperpetuazione. ▪▪▪ È riuscita nell’intento di annullare l’idea stessa di opposizione grazie anche ad utili idioti come l’ambiziosissimo “laburista” Ehud Barak che per una poltrona siede fianco a fianco del razzista Avigdor Lieberman. Questi politici tengono sotto ricatto la comunità internazionale contrabbandando la menzogna grottesca che ciò che è fatto contro la popolazione civile palestinese garantisca la sicurezza agli Israeliani e a loro volta sono tenuti sotto ricatto dal nazionalismo religioso di stampo fascista delle frange più fanatiche del movimento dei coloni, una vera bomba ad orologeria per il futuro dello stato di Israele. ▪▪▪ La maggioranza dell’opinione pubblica sembra narcotizzata al punto da non vedere più i vicini palestinesi come esseri umani, ma come fastidioso problema, nella speranza che prima o poi si risolva da solo con una “autosparizione” provocata da una vita miserrima e senza sbocco. Le voci coraggiose dei giusti non trovano ascolto e anche i più ragionevoli appelli interni ed esterni come quello di Jcall, vengono bollati dai falchi dentro e fuori i confini con l’infame epiteto di antisemiti o antiisraeliani. Se questo stato di cose si prolunga ancora il suo esito non può essere che una catastrofe.

Iniziative

» giovedì 4 marzo 2010: Una serata per Mahmoud Darwish (Letteratura, poesia, teatro)
» giovedì 4 febbraio 2010: SUAD AMIRY ritorna a Padova e presenta il suo ultimo libro "Murad, Murad" (Attualità)
» mercoledì 23 dicembre 2009: NATALE IN PALESTINA 2009 (Viaggi)
» lunedì 30 novembre 2009: L’ACQUA IN PALESTINA: UNA RISORSA PER LA PACE O UN SACCHEGGIO? (Attualità)
» lunedì 25 maggio 2009: Ilan Pappe: Israeliani, soffriamo di amnesia - intervista di Vittorio Bonanni (Attualità)
» venerdì 3 aprile 2009: NUMERO UNO IN LISTA - film in memoria di Wael Zuaiter (Cinema)
» sabato 28 marzo 2009: GIORNATA DELLA TERRA - cena di solidarità - ospite Muhammad Bakri (Attualità)
» sabato 21 marzo 2009: "LE FERITE DI GAZA E LE NUOVE ARMI" - (The Lancet - 22 febbrario 2009) (Attualità)
» mercoledì 21 gennaio 2009: "Absolutely Not in Their Name, Not in Ours" di Michel Warschawski (Attualità)
» giovedì 20 novembre 2008: dibattito pubblico: Par lo stato della Palestina subito! (Attualità)

 

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